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Ritratto di Giovanni Orler, 1954

Tecnica mista su compensato, cm 109x90

Firmato e datato in basso a sinistra: “Ritr. di G. Orler 2/8/’54”

 

 

Il lontano parente dell’artista, violinista e scultore, è raffigurato seduto su un divano, in maniche di camicia, intento a leggere un libro. È di tre quarti, con lo sguardo rivolto in basso a sinistra.

 

Ancora una volta possiamo sottolineare, nella composizione della figura e dell'ambiente circostante, un omaggio a quello che era stato il Cubismo. La figura massiccia dai biondi capelli e dal bianco incarnato del volto, reso espressivo attraverso ombre colorate nei toni dell’ocra e del rosso, richiama, nelle cromie, opere di Matisse, risalenti all’inizio del secolo Ventesimo, con accenti maggiormente spigolosi ed espressionisti. La psicologia del personaggio emerge nell’armonica ed equilibrata composizione e la presenza-assenza delle caviglie (rendendo quasi staccate e fluttuanti le scarpe rispetto ai pantaloni), introducono una nota di no sense surreale e magrittiano. Tutti questi colti richiami denunciano la solida preparazione del pur autodidatta Orler, allora ventitreenne.