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Ritratto di Maria Grazia, 1959

Olio su carta, cm 77x62,5

Firmato e datato in basso a destra: “A G[razia] / D[avide] O[rler] / ‘59”

 

 

In questo olio viene raffigurata una giovane donna di profilo, dalla capigliatura nera che le scende a treccia lungo le spalle. La ragazza è intenta a cucire.

 

Un delicato ritratto, il cui dolce profilo si staglia per contrasto su un fondo monocromo marrone-ocra; la totale e anodina astrazione monocroma di quest’ultimo si vivacizza e si personalizza solamente attraverso alcune scure pennellate materiche e gestuali sulla sinistra, a farci appena intuire la presenza volumetrica di oggetti in questo rarefatto ambiente interno.

La fanciulla è rappresentato con pennellata delicata e finemente descrittiva, che ci restituisce un’impressione fortemente intimistica, di derivazione ancora ottocentesca e romantica: il soave e quasi impalpabile e vellutato profilo del suo dolcissimo naso e delle sue guance, appena irrorate di un tocco di rosa che si stempera in una luce radiosa proveniente tutta dall’interno della figura, si accende nel cupo e scintillante sguardo di una pupilla che trafigge con indefinito amore lo spazio che la circonda, quasi angelo sulla terra. L’uso dei colori, però (il rosso cardinale della maglia, il bianco del panno ricamato, il cupo fondale rammentato, dai toni scuri e bitumosi dei maestri nordici), ci rimandano ad una temperie fortemente moderna. Attraverso lo sguardo della donna, che osserva con attenzione il proprio lavoro, pare quasi di vederla, nel contempo, tutta assorta nei suoi più reconditi e verginali pensieri.