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Burano , 1961Olio su tela, cm 70x100 Firmato e datato in basso al centro: “’61 / Orler”
Contro un cielo azzurro, appena velato da candide nubi, vediamo una serie di edifici dell’isola di Burano, dominati dai tipici alti camini veneti. In primo piano si trovano quattro gondole tirate in secca sull’arenile.
Il paesaggio, che può dare alla prima impressione una sensazione estremamente realistica, è invece un pretesto per assemblare volumi in una composizione fortemente metafisica. Infatti, basti osservare le volumetrie degli edifici sulla sinistra, che, grazie anche all’uso di forti ombre proiettate, creano un giuoco sapiente di parallelepipedi, cilindri e piramidi - cioè volumi primari - nella luce e nello spazio. La luce e il colore pienamente veneti dell’articolato ed armonico incastro di volumetrie architettoniche, in buona parte prive di aperture (compaiono solo quattro piccole finestre nella cortina dei nove blocchi rappresentati) e così ulteriormente rese astratte, creano quasi una barriera geometrica contro il cielo, alla quale fa riscontro in primo piano il motivo sinuoso dell’altra barriera, costituita dai neri scafi delle incombenti gondole che imprimono una sensazione dinamica, ed ancora una volta astratta, alla composizione. Il contrasto fra le grandi barche in primo piano e le ‘piccole’ case sul fondale ci restituiscono, in ultima analisi, un ambiente irreale e statico, quasi quinta teatrale, attraversato trasversalmente da quella massa nera che quasi si attorciglia su se stessa come una corda, poderosamente tirata, dove nell’assenza atemporale della figura umana, tutto rimanda alla presenza pregnante dell’uomo in una visione tra l’onirico ed il melanconico, per certi aspetti dechirichiano, pur nella presenza (o meglio, nonostante la presenza) di un cielo realissimo, che dà profondità e respiro all’intera plasticissima opera. |