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Notturno a Venezia , 1962Olio su tela, cm 90x50 Firmato e datato in basso a destra: “Orler / ‘62”
Uno scorcio di semplici case lungo uno dei tanti e tipici canali veneziani e in primo piano è l’angolo di uno stabile altro quattro piani fuori terra a ridosso del quale, sulla destra, si trovano altre più modeste costruzioni. Gli edifici sono perimetrati alla base da una delle numerose calli che definiscono la struttura urbana della città e dalla quale una piccola scala, composta da quattro gradini, scende fino al pelo dell’acqua del canale, nella cui oscurità emerge una gondola, ormeggiata. Sullo sfondo si vede, in lontananza, la silhouette nera di altri edifici che stagliano contro il blu profondo del cielo.
Interessante anche questa veduta notturna, dominata da colori cupi e spenti, ma non più angoscianti, che si accendono nelle luci dei lampioni, i quali creano suggestive diagonali e coni di luce sugli intonaci delle case. Una serena, solitaria, silenziosa e rassicurante visione della città che dorme e che nell’intimità di alcuni spazi ancora veglia (si osservi il giallo luminoso che proviene da una finestra, lontana, sulla destra), che ci fa venire alla mente alcuni notturni di un altro pittore e di un’altra città di mare, il postmacchiaiolo Renato Natali e la sua Livorno, ancorché la costruzione prospettica e la pennellata siano decisamente diverse, non presentando l’opera orleriana la vibrazione accesa nei toni del rosso, del blu e del giallo, se non forse, in quella finestra illuminata che abbiamo rammentato e che ci richiama alla presenza sveglia e cosciente dell’artista mentre osserva e pensa nella sua amata Venezia che si sta riposando. |