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La casa di zia Giuliana e ‘tabià’ dei Vetoreti, 1963

Olio su tela, cm 70x100

Firmato e datato in basso a destra: “Orler / 1963”

 

Il quadro rappresenta due tipiche case trentine in pietra e legno (delle quali una è un tabià, vale a dire un granaio), con le verdi montagne sullo sfondo.

È una delle opere più realistiche di Orler, resa con una pennellata quasi macchiaiola, che ci restituisce quelle architetture in tutto il loro sapore antico e rurale, dove pare che le murature e i vecchi scuri in legno delle finestre, come le scale in pietra o la catasta di legna, siano percepibili nella loro reale tridimensionalità. Si noti, particolarmente, quell’uso delle velature del colore che fa, ad esempio, assumere alle superfici bianche quell’impalpabile, autentica matericità dell’intonaco grezzo. Anche le ombre, colorate secondo l’insegnamento impressionista, contribuiscono a definire un paesaggio di forte lirismo e di grande pathos, lontano da altre opere più di sapore primitivista, realizzate dal maestro, restando, al di là di una certa appartenenza ancora alla grande figurazione ottocentesca, un quadro che, dilatando le caratteristiche proprie di un bozzetto o di ‘impressione’ ad una grande superficie dipinta, resta un’immagine di profondo impatto scenografico ed un’opera rappresentativa - sebbene di un ristrettissimo filone - nella produzione orleriana degli Anni Sessanta.