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La città sul mare , 1964Olio su tela, cm 142,5x203,5
Una composizione totalmente ‘astratta’, nelle cromie dei cui volumi possiamo intuire edifici e tetti; sullo sfondo si può percepire un mare azzurro sovrastato da un cielo sereno.
Si tratta di una rivisitazione orleriana del Cubismo e dell’astrazione geometrica classica, in una composizione equilibrata di volumi e di colori, che dai toni del verde brillante e del grigio, in basso (riferiti alla concretezza della madre terra) raggiungono quelli caldi e solari del crema, dell’oro e del rosso, verso l’alto. Tutta l’opera ruota attorno alla massa centrale rosso vivo, che diviene il vero fulcro della composizione, ei volumi, dati dalla scomposizione delle mura e dei tetti degli edifici, si stagliano contro il mare retrostante, che risulta visibile attraverso tagli verticali, feritoie ed un oculo, imprimenti una sorta di profondità prospettica e scultorea al grande insieme di volumi ‘astratti’ in primo piano ovvero a quella idealizzata città in riva al mare. L’opera, che formalmente può avere qualche assonanza con noti capolavori di Gino Severini o di Vasilij Kandinskij (nel suo periodo di avvicinamento stilistico all’astrazione geometrizzata), è una vera finestra sul mondo, che lascia intravedere sullo sfondo, al là delle astratte costruzioni urbane, elementi naturalistici, come il cielo e il mare blu. A ciò si sovrappone una varietà di forme e di colori che definiscono bene la complessità armonica urbana. Con questa sovrapposizione di poliedri astratti (le case degli uomini) e di natura, Orler, quasi come Kandinskij, ci suggerisce che ambedue sono sottomesse “alle leggi universali del mondo cosmico” e che al mondo naturale si affianca quello umano, altrettanto reale e concreto, cosicché l’arte astratta orleriana diventa per antonomasia arte solida e concreta. La composizione di aree e di volumi fatti di colori limpidi e vivaci, come un’antica e sfolgorante vetrata dipinta, è per certi versi avvicinabile anche alle gradazioni tonali degli ultimi dipinti di Franz Marc, che, con Kandinskij e con August Macke, aveva fondato il movimento del blaue Reiter. |