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La famiglia pompeiana , 1965Olio su tela, cm 90x70 Firmata e datata in basso a destra: “65 . Orler”
È la visione di un uomo rannicchiato, che si regge la testa tra le mani ed ha la bocca aperta nella quale sono evidenziati i radi denti. Di lato due figure di fanciulli che si stringono al genitore. Il calco coglie le figure nell’istante drammatico della morte, dovuta all’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.
La scena dolorosa, resa sostanzialmente in monocromo (solo il fondo uniforme è nelle gradazioni del marrone) a sottolineare il carattere ‘funebre’ della composizione, è una meditazione sull’esistenza umana e sulla sua fragilità, ma tuttavia l’urlo dell’uomo non è qui interpretato con disperazione cosmica munchiana, ma è quasi bloccato nella materia, assumendo un tono di silente sacralità. Pittoricamente le figure sono rese per ampie, vibranti e nervose pennellate di bianco e di nero che modellano e plasmano matericamente le immagini, graffiate e tormentate. Lo sguardo fisso nel vuoto dell’adulto, o meglio della sua immagine di ‘gesso’, ha una compostezza che, pur nella constatazione della vanitas della vita, non approda al pessimismo universale che aveva caratterizzato l’Orler degli anni precedenti e tutto si consuma come in una parabola evangelica. |