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Fiori e paesaggio, 1966

Tecnica mista su panforte, cm 40x59,5

Firmato e datato in basso a destra: “Orler ‘66”

 

 

Sullo sfondo del declivio di una collina sulla quale splende un grande sole è rappresentato, a destra, un vaso con fiori.

 

Un paesaggio restituito per grandi pennellate nei toni del bianco, del grigio e del rosso-arancione, sul quale incombe un cielo azzurro e quasi uniforme. Su questo schematico ambiente naturale risalta, in primo piano, il grande vaso di fiori, poggiato su un ipotetico davanzale, rappresentato da quella fascia orizzontale nera che dà profondità a tutta la composizione (un po’ come avviene con le fasce che Virgilio Guidi, talvolta, poneva in primo piano per dare prospettiva alle sue marine spaziali o a certe vedute di Venezia). Il colore, però, pur denso e luminoso nella tradizione della pittura veneta, non ha quella trasparenza indefinibilmente eterea di Guidi, ma una robusta matericità e volumetria, sottolineata dalla restituzione del vaso quale silhouette nera con fiori solo intuibili come tali. La pennellata scura e decisa, di forte e spontanea immediatezza alla maniera dell’Espressionismo astratto, diviene vera e propria action painting a definire quella natura morta, che è solo un pretesto per una pittura gestualmete libera. La stessa pennellata nera va a perimetrare nervosamente il disco solare  imprimendogli una dinamica radiosa e dripping.