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Ritratto di mio figlio Gabriele, 1970

Olio su tela, cm 45x35

Firmato in basso a destra: “Orler”

 

 

È il ritratto del figlio maggiore, il cui busto è veduto di tre quarti con la testa rivolta a sinistra.

 

Pur riconoscendosi le sembianze del bambino, l’opera diventa estremamente innovativa nell’iter artistico di Orler: i colori, totalmente astratti (verde per l’incarnato) non hanno più nulla a che vedere con la realtà e le pennellate che definiscono i lineamenti divengono colore direttamente spremuto dal tubetto, estremamente materico. Questo, come le sgocciolature (si veda l’occhio sinistro) rivelano un riferimento lato all’opera di Jackson Pollock, ma più segnatamente a certe tele di Mario Schifano e alla sua pittura gestuale. Il bambino emerge da un fondo monocromo rosso che annulla ogni riferimento ambientale, inserendo l’opera orleriana nella più avanzata sperimentazione delle Avanguardie di quegli anni in Italia.