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Trinità angelica, 1997

Smalti su tela, cm 120x205

Firmato e datato in basso a destra: “Orler / ‘97”

 

 

“Alzati gli occhi [Abramo] guardò ed ecco tre uomini, in piedi gli stavano davanti […] ed egli se ne stava […] con loro sotto l’albero mentre essi mangiavano” (Gen. 18, 2; 8).

 

Questa Trinità veterotestamentaria, ovvero l’ospitalità di Abramo, si richiama nella composizione all’iconografia orientale. Il pellegrino centrale, dalla tunica infuocata, è prefigurazione di Cristo. La mensa bianca con il pane ci ricorda, invece, il sacrificio della santa Messa. Abramo e Sara servono a tavola i tre ospiti, sulla destra è la grande quercia di Mamre, mentre a sinistra è l’immagine di un edificio, concluso da due orientali cupolette emisferiche.

Alla consueta pennellata sinuosa e mossa nella restituzione delle figure, fa riscontro una trama di colpi di pennello che definiscono quasi un dilatato retino cromatico di ascendenza divisionista. A sottolineare la sacralità dei tre personaggi, i loro volti non hanno sembianze a differenza di quelli ‘terreni’ di Sara e di Abramo, quest’ultimo restituitoci con una folta barba e con tratti da anziano ebreo. Tutta la scena è resa con colori luminosi e brillanti, tipici del ‘furore’ ispirato del pittore, che con tecnica personalissima e moderna ci rende partecipi di una scena strutturata su una sacralità bizantina.