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Il ricco Epulone e Lazzaro , 2000Smalti e olio su juta, cm 95x95
“Trovandosi nell’Ade [il ricco] alzò gli occhi e, mentre era in preda ai tormenti, vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno” (Lc. 16, 23).
Il quadro è sostanzialmente diviso dalla diagonale che separa l’opera in due triangoli: nella parte inferiore sinistra, è rappresentato il ricco Epulone con una svelta e larga pennellata rossa che si estende anche alle fiamme dell’inferno tutto intorno; nella parte superiore a destra, si vede l’immagine di Lazzaro in Paradiso. La visione del ricco è ambientata cromaticamente con vivaci apporti nei toni del rosso e del viola su fondo giallo e formalmente con linee lunghe e guizzanti, restituendoci bene l’idea della fiamma e della grevità della materia: le tracce nere nell’angolo sinistro sprofondano l’ambientazione nelle viscere della terra e il mescolarsi quasi indistinto tra fiamma e segno anatomico ci trasmettono il senso del tormento nel quale si consuma e dissolve l’animo dell’uomo esclusivamente rivolto ai piaceri del mondo. La parte superiore, invece, chiara ed eterea (non a caso la tela di juta di supporto è ampiamente lasciata a vista), è contraddistinta da un delicato gioco di cerchi e semicerchi, in punta di pennello, che fanno sentire la candida luminosità del Paradiso attraverso soffici nubi; delicatezza e leggerezza che ritroviamo nella rapida raffigurazione di Lazzaro, cosicché tutte le linee si mescolano e disperdono reciprocamente tra loro in una compenetrazione o comunione dello spirito. I tre semicerchi delle nubi in diagonale tracciano una barriera invalicabile con il giallo del fondo, in un rapporto equilibrato e musicale di astratti volumi che, nel contempo, ci sottolineano altrettanto bene il messaggio della parabola evangelica, dove è rimarcata la divisione insuperabile tra il mondo dello spirito e quello della perdizione. |