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Emmaus, 2000

Smalti su faesite, cm 85x75

Firmato e datato in basso a destra: “Orler · 2000”

 

 

Un’altra interpretazione della cena in Emmaus, così cara al sentire di Davide Orler. Le figure si fanno sempre più sintetiche e l’ambientazione tende a sparire ridotto solamente alla presenza del tavolo e di una finestra sullo sfondo, restituitoci con pennellate scure nere e blu, a ricordarci lo scendere della sera. Toni freddi, che si vivificano solo nel rosso (simbolo del martirio) della figura di Cristo, graficismi in giallo a perimetrare i discepoli, che a tratti rasentano un’astrazione lirica (si osservi l’angolo inferiore sinistro, con una gamba di un discepolo e l’accenno ad una sedia, sul fondo blu). L’immagine allungata di Gesù può richiamare alcune opere di Chagall, come Re Davide, del 1951, sebbene l’assenza del volto in una sorta di metafora dechirichiana lo allontani da un senso di favola onirica, per assurgere al tono mistico simbolo di fede. La composizione è di grande intensità e spiritualità, dalla potente forza comunicativa e Cristo diviene protagonista in grandezza e in quotidiana debolezza. Accanto a Lui nella tavola vi è tutto quello che è in Lui e che fa parte di Lui come il pane spezzato con i discepoli.