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La pesca miracolosa , 2001Smalti su faesite, cm 85x75 Firmato e datato in basso a destra: “Orler / 2001”
“Gesù disse a Simone: prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca […]. E avendole gettate presero una grande quantità di pesce, tanto che le loro reti stavano quasi per rompersi” (Lc. 5, 4; 6).
Il quadro geometricamente e specularmente definito, si incentra nella grande rete che contiene i pesci, quasi come un vaso o una sacra ampolla. Ancora una volta nei toni freddi dell’azzurro e del grigio l’opera si infiamma nell’immagine di Cristo a sinistra, astrattamente costruita per pennellate monocrome in rosso, senza sfumature. A destra, in lontananza, alcuni tocchi neri richiamano l’indefinita presenza umana, di uno di quegli umili pescatori del racconto evangelico. Comunque, sono quegli angoli dipinti vigorosamente a tracciare pesci guizzanti, dal sapore del simbolico pesce delle catacombe paleocristiane, che dominano la composizione. La rete diviene scrigno di vita e al contempo una sorta di rispetto reverenziale per tutto ciò che è vivo e, solo per questo, sacro e divino (nell’accezione di essere derivato, cioè creato da Dio). Anche la chiusura della rete in alto diventa quasi la metafora di una fontanella zampillante acqua di vita. La tavola, contraddistinta da quella serie di segni che si intrecciano in una sorta di pitture rupestri della preistoria, graffite sulla roccia, pare perdere formalmente il suo equilibrio, sbilanciata a sinistra dall’immagine di Cristo, ma in realtà diviene il contrappunto che personalizzando, accende l’opera, dando un senso profondo alla vita, alla quale gli smalti orleriani sono un inno mistico. |