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Il bacio di Giuda 2, 2004

Smalti su tela, cm 60x180

Firmato e datato in basso a destra: “Orler - ‘04”

 

 

A differenza dell’opera precedente, basata su toni freddi e su figure evanescenti, questa tela si incentra su tonalità calde e luminose (giocano un ruolo fondamentale il giallo ed il rosso) e su una più definita raffigurazione delle fisionomie, rese con poderosi tratti neri, secondo la più tipica tradizione espressionista. Pur riprendendo la medesima composizione, con gli sguardi l’uno fisso nell’altro, i due volti si diversificano profondamente: la solenne ieraticità contraddistingue Cristo, Giuda, invece, ha i tratti tipici di un levantino, con il collo tornito e assai allungato, che imprime una tridimensionalità scultorea alla figura, resa ancora più drammatica dall’uso delle pennellate rosse, che si mescolano a quelle nere della barba e ai crespi capelli. L’incarnato verdastro, richiamo alla tecnica medievale (qui reso attraverso una campitura verde sulla quale è spruzzata vernice bianca), trova un contrappunto nella violenta luminosità dorata ed astratta dello sfondo, dove campeggiano gestuali pennellate bianche. La scena si accende nel rosso dell’abito di Cristo, che si distende simbolicamente a lambire Giuda, quasi a significare che la redenzione di Gesù si estende anche a lui.