|
|
Ecce Homo , 2004Smalti su tela, cm 80x60 Firmato e datato in basso a sinistra: “Orler ‘04”
“Gesù dunque uscì fuori, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’Uomo” (Gv. 19, 5).
La tela è interamente dominata dal testa di Cristo, coronato di spine, con il volto tumefatto e sanguinante.
Entro una campitura astratta, incentrata sulle tonalità del rosso e dell’arancione (colori caldi e vivi, che rimandano al sangue e alla tunica di porpora del racconto evangelico), vi è raffigurato il volto di Gesù, allungato e con gli occhi abbassati. Gli schizzi di vernice rossa e le colature rendono perfettamente il senso di violento realismo con il quale Orler interpreta la drammatica scena. La fisionomia del Cristo è resa attraverso brevi e rapidi tocchi di colore nero a definire le ciglia, la bocca e le narici, mentre il lungo naso ebraico è restituito mediante un’unica pennellata rosso sangue. L’opera nasce dalla necessità di affrancarsi dalla rappresentazione oleografica tradizionale e liberare tutto il potenziale espressivo per mezzo di un esasperato cromatismo e di una ‘brutale’ semplificazione delle forme. Le leggi prospettiche, come nell’Espressionismo tedesco, che può essere preso a lontana matrice dell’opera orleriana, l’esatta restituzione della fisionomia e dei colori naturali perdono la loro importanza, in una compenetrazione spirituale della materia. Inoltre, il cammino alla ricerca parossistica della conoscenza dello spirito fa sì che la componente espressiva si unisca all’astrazione del fondale in una simbiosi perfetta. |