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Maternità 4 , 2004Smalti e su tavola, cm 69,60x35 Firmato e datato in basso a destra: “’04 / Orler”
L’ultima delle Maternità presentate è giocata tutta sulla monocromia dell’azzurro (con riferimento simbolico a Maria), dove gli apporti neri e bianchi definiscono le figure e i punti in luce.
L’allungata immagine della Vergine con la testa lievemente reclinata a sinistra, verso il Bambino che si aggrappa a Lei, ha una monumentalità scultorea antica ed una sorta di staticità che, anche nel lungo e tornito collo, rimanda contemporaneamente a certa statuaria medievale (ma si veda anche la pittura senese del Quattrocento) e ad opere di Modigliani. L’essenzialità che sta alla base dell’opera, l’impianto scultoreo di Maria è sottolineato dall’uso monocromatico, il solo azzurro; la linea nera, quasi incisa, sinuosa e continua, che sintetizza forme arcuate, scioglie, tuttavia, questo serrato impianto, linea che riassume tutto il morbido trapasso dei volumi pieni della figura, linea musicale che ricorda anche certe Madonne senesi. I caratteri fisionomici del volto, potentemente volumetrico, sembrano distillati da Orler in pochi elementi descrittivi, inseriti nelle forme pure ed essenziali con le quali rende la testa, il collo e il busto della Vergine. La sintetica volumetria degli elementi della figura viene rinforzata plasticamente nel volto, nel collo e nel seno, dove i tocchi bianchi e neri sulla carnagione notturno lunare sbalzano la materia compatta della pittura. Un inno aperto alla forma che esalta fino ad una piena partecipazione dell’anima. Queste ultime opere sono il tentativo di Orler di ripercorrere con nuovo vigore il cammino dell’arte sacra, secondo i canoni e i dettami della Chiesa contemporanea. |