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Ballerina, 1954

Tecnica mista su faesite, cm 118,5x64

Firmata e datata in basso a destra: “Orler ‘54 / M.”

 

 

La ballerina, sulle punte, ha il seno nudo e un tutù scarlatto; sulla destra, la tenda rossa di un sipario mette in evidenza un faretto che, illuminando la fanciulla, proietta la sua ombra sul palcoscenico. Sullo sfondo è un cielo dominato da un vivo sole dorato.

 

Anche in questo caso è evidente la matrice picassiana e vi possiamo cogliere un richiamo, nei tratti (quasi un omaggio) e nell’ambientazione scomposta, a quelle Donne di Algeri che Picasso iniziava a dipingere in quello stesso 1954. Tuttavia, alcune costruzioni ci fanno pensare anche alla Rotazione di ballerina e pappagalli di Fortunato Depero, del 1917/1918.

Tutta la composizione è dominata da vivaci inserti di colori, in un equilibrato studio dei rapporti tra i volumi e delle luci e ombre proiettate; interessante è anche il contrasto fra la luce fredda del faretto nell’interno e quella eterea dell’esterno, quel sole cui pare simbolicamente guardare la ballerina sul palcoscenico del mondo, in un anelito ad un’apertura interiore. Pur rivelando una mano già sicura nell’eseguire un’opera di indubbio fascino, non si può non sottolineare la dipendenza ancora forte dai modelli già consolidatisi nella prima metà del secolo.