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Notturno invernale a Mezzano , 1958Smalto su compensato, cm 106x118 Firmato e datato in basso a sinistra: “Orler / 1958”
Sulla sinistra sono rappresentate alcune case rustiche dell’antico nucleo abitato di Mezzano nella Valle di Primiero, tra le quali si apre un vicolo, illuminato da un lampione posto in alto. Sul retro delle abitazioni e sulla destra le montagne sono ricoperte da uno spesso manto di neve; sul rilievo in primo piano svetta un albero scheletrito, mentre il cielo notturno è rischiarato dalle stelle e da una turgida luna piena.
Tutta l’opera, di forte connotazione primitivista, è irradiata di candido nitore. Pur nella semplicità con la quale è reso il paesaggio (quasi scena di un presepe), questo rimane ben riconoscibile e individuabile nei suoi connotati salienti. Le antiche case, in pietra e in legno sembrano ammassarsi tra di loro, in un abbraccio o in una ripiegamento fetale, che racchiude l’intimità delle famiglie e la luce di quel lampione; tutt’intorno la neve soffice e fresca avvolge l’ambiente, come un mantello luminescente. Su tutto regna un silenzio e una stasi profondi, che ci restituiscono perfettamente il senso sacrale del riposo notturno. La luna in quel cielo cristallino diviene una sfera materica e vicinissima al paesaggio, fin quasi a lambirlo. In questa dolce ‘culla’ sembra di sentire la ‘ninna nanna’ che protegge l’artista in fuga dalle sue ossessioni esistenziali e il senso di irreale fiaba è sottolineato da quella luce metafisica e squisitamente malinconica che illumina da destra tutta la scena (si noti la proiezione dell’ombra dell’albero che non è data dal plenilunio). Interessante notare come l’Orler sia riuscito, pur nel delicato racconto fuori dal tempo, a farci sentire, attraverso un uso sapiente del colore, il freddo candore della neve che riverbera la luce di quella luna e di quel cielo blu magicamente incantato. La stessa forza e brillante trasparenza del colore che riprodurrà in alcune sue rivisitazioni di questo tema, risalenti alla fine degli Anni Novanta. |